Ritrovare identità e coesione…C’è una situazione, un fenomeno che ormai molti, sia alensi sia osservatori esterni, intuiscono o individuano: quello di una cittadina che ha perso o fa sempre più fatica ad esprimere una sua precisa identità, quello di cittadini che non sembrano avere un progetto comune o almeno rivendicare con orgoglio un’appartenenza, uno “spirito di campanile”, quello di una comunità che non esprime una grande coesione sociale.
Il fenomeno è complesso, ha forse radici storiche lontane, forse si è acuito a causa delle notevoli recenti modificazioni del tessuto urbanistico ma anche e soprattutto di quello sociale. E’ complesso anche trovare le soluzioni per contrastarlo e magari per invertire una tendenza. Ma riteniamo che una classe dirigente avveduta e responsabile non possa nemmeno, com’è purtroppo avvenuto in questi anni, ignorarlo o far finta di non coglierne le problematicità che si spalmano inevitabilmente su tanti aspetti della vita della comunità
E’ un tema su cui tener desta l’attenzione, sempre, anche nel momento di quelle scelte politico-amministrative che sembrano più tecniche o neutre sotto il profilo sociale. Per contrastare alcuni degli aspetti più negativi di questa situazione, per recuperare senso di appartenenza e coesione sociale e identitaria, alcune azioni si possono mettere in campo, possono esserci ambiti o categorie di cittadini a cui dedicare attenzione e “cura” particolari. Facciamo solo alcuni esempi…:
- Informazione e partecipazione… non può esserci coscienza civica se non c’è coinvolgimento diretto dei cittadini; serve più informazione e partecipazione, sempre…..
- Giovani: esprimono l’urgenza di scelte autonome ed autogestite a cui bisogna dare risposta (Possibili proposte: spazi dedicati; proposte culturali mirate; sostegno selettivo ad associazioni; “consulta comunale dei giovani”, “servizio civile”)
- Anziani: non esprimono solo una domanda crescente di servizi di assistenza; si possono valorizzazione (monitoraggio attività Centro diurno; qualificazione iniziative Università della terza età)
- Pari opportunità uomo donna : politiche attive sul piano dei servizi
- Immigrati: accoglienza e integrazione. Sono quasi il 15% della popolazione. Una realtà che non si può, come avvenuto fin qui, ignorare. Una realtà da “gestire” per una reale integrazione e perché, diversamente, non diventi un problema. Si può operare per una più diretta conoscenza e valorizzazione dei diversi contesti di provenienza (contenuti culturali, sociali e religiosi); per potenziare servizi specifici, a cominciare da quello dell’accesso linguistico (scuola, biblioteca, ecc.); per un’integrazione basata sulla quotidianità dei rapporti interpersonali (luoghi di incontro, “consulta degli stranieri”).
- Associazionismo e volontariato. E’ una risorsa per la qualità della convivenza civile. Pur nel rispetto della autonomia e della libertà delle associazioni, l’ambito è però da ri-orientare premiando forme partecipative e collaborative inter-associazioni (oggi c’è eccessivo individualismo ed autoreferenzialità). Rivisitazione-potenziamento-riprogettazione Centro sociale e sedi associazioni.
- Cultura. Meno interventi una tantum, più proposte diffuse e continuative per i cittadini, anche attraverso: **crescita della capacità progettuale e della qualità delle proposte delle istituzioni culturali esistenti (Biblioteca, Associazioni, ecc.); **valorizzazione del volontariato ma in un quadro di forte impulso ad una programmazione coordinata; **sistematici rapporti di rete con istituzioni delle realtà vicine, per realizzare programmi concordati; **rivisitazione della progettualità comune fra offerta turistica e promozione culturale; **riconsiderazione degli assetti istituzionali e organizzativi del servizio cultura-turismo comunale.
- Sport . L’obiettivo: sostenere lo sport come dimensione di vita, relazione sociale, educazione e prevenzione sanitaria: sport per tutti i cittadini quindi, non solo per professionisti o semi professionisti e, in particolare, per i ragazzi ed i giovani. Per sostenere questa visione sono da rivedere i rapporti con il volontariato e l’associazionismo perché sia data crescente attenzione alla funzione sociale dell’attività sportiva. In questo quadro è da valutare anche la gestione degli impianti secondo criteri di sobrietà, funzionalità e oculatezza gestionale da un lato, disponibilità e apertura larga ad un uso sociale dall’altro.
- Sicurezza. Monitoraggio e prevenzione: -Ridefinire ruolo ed operatività del Corpo dei vigili urbani: maggior impegno in prevenzione, maggior presenza sul territorio